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15 luglio

Piccola nota libertaria

Lo Stato piange i suoi "caduti", quelli che imbracciano un fucile e indossano una divisa convinti ancora di portare la pace, mentre stanno rinnovando un'occupazione militare ed una guerra. A questi caduti sono garantite le medaglie alla memoria, le bandiere, i funerali di Stato.

Il medesimo Stato non si cura dei suoi onesti lavoratori, non offre loro la benché minima sicurezza; li obbliga a vivere con paghe da fame, li espone quotidianamente a rischiare la loro vita. Ma per questi non ci sono bandiere, ci sono solo parole di facciata, false promesse, retorica.

Il medesimo Stato respinge degli innocenti che chiedono aiuto, li fa annegare in mezzo al mare, oppure, quando li accoglie, li costringe a vivere come bestie, in autentici lager, o come esseri invisibili, intangibili, come degli autentici paria. La "tolleranza" dello Stato è tutta racchiusa nel garantire loro, in qualche remoto caso, un "permesso" che dovranno pagare, perché i "diritti" si pagano. Questa è democrazia.

Il medesimo Stato reprime le menti originali, le voci libere, promuovendo decreti che tappano la bocca a chi fa il proprio dovere civile o a chi semplicemente non si allinea al coro unico degli omologati.

Il medesimo Stato uccide altri innocenti, persone che seguono semplicemente una loro passione, come Gabriele Sandri, e lo fa per mano di esecutori ad hoc, che poi si difendono con scuse di facciata (un proiettile deviato, una traiettoria non voluta), banali parole, sapendo di vivere nell'impunità, o di rischiare, al limite, una pena minima. Di questa, poi, saranno facilmente ripagati, magari riciclandosi in qualche programma tv o avendo perfino una promozione sul posto di lavoro (vedi gli agenti del G8 genovese).

Essere critici oggi, essere realmente anticonformisti ed antagonisti, vuol dire ESSERE CONTRO LO STATO e le sue manifestazioni quotidiane di violenza e di repressione

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